Stoccaggio criogenico -150°C automatizzato: quando la gestione dei campioni diventa strategica

Nel mondo delle biobanche, della ricerca biomedica e dell’industria farmaceutica, la conservazione dei campioni biologici non è più solo una questione di spazio o di temperatura. Oggi entrano in gioco fattori critici come tracciabilità, sicurezza, continuità operativa e automazione dei processi.

È in questo scenario che si collocano i sistemi di stoccaggio criogenico automatizzati a bassissima temperatura come HCP CryoNoster (prodotta da HCP Life Science), una soluzione altamente specialistica progettata per gestire grandi volumi di campioni a temperature bassissime fino a –150 °C, che garantisce condizioni di conservazione costanti nel tempo.

Si tratta di tecnologie complesse e di nicchia, spesso personalizzate e con investimenti importanti, ma che rappresentano lo standard di riferimento per chi lavora con materiali biologici di elevato valore scientifico e clinico.

Perché parlare oggi di stoccaggio criogenico automatizzato

I freezer statici e i sistemi criogenici tradizionali in alcune situazioni presentano dei limiti strutturali che, nel lungo periodo, possono incidere sulla qualità dei campioni:

  • fluttuazioni di temperatura all’interno della camera
  • formazione di ghiaccio e brina
  • accesso manuale ai campioni con esposizione dell’operatore a temperature estreme
  • difficoltà di integrazione con software di gestione (LIMS)
  • rischi operativi legati all’uso esclusivo di azoto liquido

In sistemi statici, la distribuzione del freddo avviene per convezione naturale, rendendo fisicamente impossibile mantenere una temperatura realmente uniforme in ogni punto della camera.

Quando i campioni devono essere conservati per anni o decenni, queste variabili diventano critiche.HCP CryoNoster nasce proprio per superare questi limiti, offrendo un approccio completamente automatizzato e progettato che permetta la conservazione a lungo termine di campioni biologici ad alto valore.

Cos’è HCP CryoNoster e chi lo sviluppa

HCP CryoNoster è un sistema di stoccaggio criogenico automatizzato sviluppato da HCP Life Science, azienda danese specializzata in tecnologie criogeniche per applicazioni life science.

Si tratta di una cella criogenica completamente automatica, progettata per:

  • biobanche
  • ospedali
  • aziende biopharma
  • istituti di ricerca pubblici e privati

Il sistema consente la conservazione dei campioni a temperature fino a –150 °C, garantendo uniformità termica, assenza di ghiaccio e accesso rapido e sicuro ai materiali stoccati.

Noi proponiamo HCP CryoNoster come partner di HCP Life Science, supportando il cliente nella valutazione, configurazione e implementazione del sistema.

Il cuore del sistema: il meccanismo a paternoster

L’elemento distintivo di HCP CryoNoster è il suo sistema a paternoster, che movimenta costantemente i contenitori all’interno della cella criogenica.

Questo approccio consente:

  • una distribuzione uniforme della temperatura
  • una riduzione drastica delle fluttuazioni termiche (±1 °C)
  • l’eliminazione delle zone critiche tipiche dei sistemi statici

Il risultato è una qualità di conservazione costante nel tempo, caratteristica fondamentale per campioni destinati a essere utilizzati anche dopo molti anni.

Criogenia senza ghiaccio e senza compromessi

HCP CryoNoster è progettato per operare in modalità ice-free, grazie a:

  • sistemi dedicati di raffreddamento e deumidificazione
  • isolamento a doppio vuoto ad altissima efficienza
  • porte brevettate che impediscono l’ingresso di umidità

Queste caratteristiche riducono drasticamente i problemi di brina e ghiaccio, tipici dei sistemi criogenici tradizionali, migliorando sia la sicurezza sia la qualità dei campioni.

Il risultato è una conservazione ice-free, fondamentale per preservare l’integrità dei campioni biologici nel lungo periodo.forniture

Raffreddamento a compressori, azoto liquido o configurazione ibrida

Uno dei punti di forza del CryoNoster di HCP Life Science è la flessibilità delle tecnologie di raffreddamento:

  • raffreddamento a compressori di ultima generazione, energeticamente efficiente
  • raffreddamento a azoto liquido (LN₂)
  • configurazioni ibride, con funzionamento in parallelo

Questa flessibilità consente di adattare il sistema alle politiche energetiche, ai requisiti di sicurezza e ai costi operativi specifici di ogni struttura.

Sicurezza, ridondanza e tracciabilità totale

Quando si parla di criogenia, la sicurezza non è un optional. I sistemi di stoccaggio automatizzati di fascia alta integrano:

  • raffreddamento ridondante
  • continuità operativa anche in caso di blackout
  • alimentazione di emergenza (UPS e generatori)
  • monitoraggio continuo 24/7
  • registrazione di ogni operazione sul singolo campione

Il sistema è compatibile con ambienti GLP/GMP e garantisce la completa tracciabilità di accessi, prelievi e stoccaggi.

Automazione a vantaggio del personale di laboratorio

L’automazione non tutela solo i campioni, ma anche le persone.

Gli operatori:

  • lavorano a temperatura ambiente
  • non entrano mai in contatto diretto con l’area ultra-fredda
  • non devono cercare manualmente i campioni
  • non sono esposti a rischi legati all’azoto o al gelo

I sistemi di pick & place robotizzati consentono fino a 1.000 operazioni di prelievo o stoccaggio al giorno, rendendo questi impianti tra i più rapidi sul mercato.

Integrazione con LIMS e gestione digitale dei campioni

Il CryoNoster di HCP Life Science è pensato per integrarsi con i principali sistemi di gestione dei campioni:

  • interfacce API dedicate
  • compatibilità con LIMS diffusi (es. LabWare, Mosaic)
  • codifica tramite RFID o ISBT
  • logging in tempo reale di tutte le operazioni

Questo rende il sistema perfettamente compatibile con flussi di lavoro complessi e ambienti regolamentati.

Sistemi su progetto, modulari e scalabili

È importante sottolinearlo chiaramente: HCP CryoNoster non è un prodotto standard “plug & play”.

Ogni installazione è:

  • progettata su misura
  • preceduta da un’analisi tecnica dettagliata
  • adattata agli spazi disponibili
  • pensata per crescere nel tempo

Un altro aspetto chiave è la scalabilità. Le celle criogeniche automatizzate possono essere:

  • estese in lunghezza
  • affiancate con più moduli paralleli
  • riconfigurate per gestire tipologie diverse di campioni (cryovials, SBS, sacche di sangue)

Questo approccio consente di pianificare investimenti a lungo termine, adattando l’infrastruttura alle esigenze future senza dover riprogettare tutto da zero

 Il ruolo di Frigomeccanica Andreaus, in collaborazione con HCP Life Science, è accompagnare il cliente in questo percorso, dalla fase di valutazione fino all’implementazione finale.

La nostra proposta: HCP CryoNoster, con un approccio consulenziale

Abbiamo scelto di includere HCP CryoNoster di HCP Life Science nella nostra offerta perché rappresenta una delle soluzioni più avanzate oggi disponibili per lo stoccaggio criogenico automatizzato.

La nostra proposta non è una semplice vendita di prodotto, ma una collaborazione strutturata che comprende:

  • analisi delle esigenze
  • supporto tecnico e progettuale
  • coordinamento con il produttore
  • gestione del progetto nel suo complesso

Perché sistemi come il CryoNoster sono pensati per realtà che vedono nella gestione dei campioni un investimento strategico di lungo periodo.